Aiutare le medie imprese a trasformare le sfide legate ai talenti e alla tecnologia in opportunità di cambiamento

Nonostante per molti versi le medie imprese siano più vulnerabili agli sconvolgimenti causati dalla pandemia rispetto alle grandi multinazionali, possono delineare un percorso di ripresa introducendo l'agility nella gestione dei talenti e nella tecnologia.

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Tutte le aziende hanno subito una battuta d'arresto quando è scoppiata la pandemia, ma per molte realtà di medie dimensioni l'impatto è stato devastante.

Una recente indagine di SMB Group condotta per misurare la portata iniziale dei disagi causati dal COVID-19 nelle piccole e medie imprese ha evidenziato un dato sconcertante: il 75% degli intervistati riferisce che l'emergenza ha avuto un impatto negativo sulla propria azienda. Questo è in netto contrasto con uno studio sulla digital transformation condotto un anno fa in cui il 64% delle piccole e medie imprese aveva dichiarato di essere ottimista circa la crescita del fatturato.

Nonostante le prospettive sfavorevoli, però, le medie imprese hanno rapidamente adottato i correttivi necessari per farsi strada in una situazione senza precedenti. Nella stessa indagine di SMB Group, co-sponsorizzata da Workday, l'83% degli intervistati afferma che le applicazioni aziendali cloud sono state preziose per sostenere il business durante la pandemia, mentre il 34% riferisce che l'emergenza COVID-19 ha dato un impulso agli investimenti tecnologici e alla loro adozione. Ben il 67% degli intervistati afferma di avere ampliato o introdotto un nuovo programma di smart working per effetto del COVID-19, e il 57% rivela l'intenzione di aumentare il budget per supportare questo modello di lavoro nel corso del prossimo anno.

Tutto ciò è indicativo di un nuovo approccio che le medie imprese possono adottare per intraprendere un percorso di ripresa: mettere a punto una strategia basata sull'agility per gestire talenti e tecnologia. 

"A volte abbracciamo il cambiamento, a volte siamo costretti a cambiare," afferma Debra Ferguson, Partner IBM e responsabile HR di Talent & Transformation per il Nord America. "Il COVID ci ha obbligati tutti a cambiare come non avremmo mai immaginato. Occorre decidere se subire passivamente il cambiamento o se cavalcare quest'onda ed essere pronti e sufficientemente agili per abbracciare il cambiamento e uscire dalla crisi".

Perché le medie imprese sono più vulnerabili

Nel suo report, "Setting Up Small and Medium-size Enterprises for Restart and Recovery", l'azienda di management consulting McKinsey sostiene che le medie imprese sono più vulnerabili delle grandi aziende alle difficoltà causate dalla pandemia.

Ad esempio, le aziende di medie dimensioni hanno in genere riserve di liquidità limitate, quindi meno ammortizzatori per sopportare il crollo del fatturato generato da settimane di lockdown forzato. 

"All'inizio della pandemia, due terzi delle PMI in Cina dichiararono di avere liquidità sufficiente per coprire i costi fissi per non più di due mesi. Negli Stati Uniti, in media, una piccola impresa ha un flusso di cassa sufficiente solo per 27 giorni," rivela McKinsey.

Inoltre molte aziende di medie dimensioni non hanno capacità sufficiente per adattare rapidamente la propria supply chain e i processi di produzione colpiti dalla pandemia. 

Un altro fattore da considerare è la prevalenza di medie imprese nei settori più colpiti. Nei paesi che fanno parte dell'OCSE, il 70% delle imprese dei settori più colpiti, come il retail e l'ospitalità, è costituito da aziende di medie dimensioni, afferma McKinsey. 

La pandemia amplifica anche le difficoltà di attirare e trattenere i talenti. Già prima del COVID-19 le medie imprese erano in competizione per accaparrarsi i talenti contro le aziende più grandi, che probabilmente offrono stipendi migliori o una maggiore riconoscibilità. Inoltre le prime tendono a essere prive di un'infrastruttura HR interna con il compito di sviluppare programmi efficaci di selezione del personale e retention, iniziative che possono avere un impatto rilevante sulla crescita.

Non solo: la gestione dei talenti è ulteriormente complicata dal business perso a causa della pandemia, soprattutto perché molte piccole e medie imprese sono costrette a licenziare o ridurre l'orario dei dipendenti.

Eppure, ciò che rende le medie imprese più vulnerabili alla pandemia può rappresentare anche un'opportunità per emergere più forti dalla crisi. 

"Occorre decidere se subire passivamente il cambiamento o se cavalcare quest'onda ed essere pronti e sufficientemente agili per abbracciarlo e uscire dalla crisi."

Debra Ferguson Partner IBM e responsabile HR di Talent & Transformation per il Nord America

Opportunità per emergere più forti

I piani per il ritorno in ufficio tendono a concentrarsi sulla tutela della salute e della sicurezza dei dipendenti, ma la strategia di ripresa deve includere anche il potenziamento e la riqualificazione della forza lavoro. 

"I dipendenti di tutti i settori dell'economia devono capire come adattarsi a condizioni che si evolvono rapidamente e le aziende devono imparare ad assegnarli a nuovi ruoli e attività," osserva McKinsey.

Per le medie imprese, colmare lo skill gap era già motivo di preoccupazione prima della pandemia. Il coronavirus ha accelerato questo senso di urgenza. Malgrado le aziende di medie dimensioni stiano affrontando difficoltà considerevoli a causa della pandemia, la nuova situazione offre loro vantaggi che prima non erano disponibili. 

Ad esempio, la diffusa adozione dello smart working ha permesso non solo ai dipendenti di continuare a svolgere il proprio lavoro durante il lockdown, ma ha anche eliminato gli ostacoli geografici che impedivano alle medie imprese di assumere i migliori talenti per far crescere il loro business. 

Poiché la pandemia ha accelerato la necessità per aziende e dipendenti di apprendere rapidamente nuovi modi di lavorare, la riqualificazione e il potenziamento delle skill sono passati in cima alla lista delle priorità.

"L'attenzione per le skill sta diventando di grande attualità," afferma Matthew Gregory, Associate Partner e Distribution and Industrial Market Leader in IBM Workday Practice. "Inoltre sono convinto che sarà sempre più importante per tutte le aziende avviare questo processo di classificazione delle skill e dei ruoli per individuare le lacune".

La strada per la ripresa: investire nei dati 

Il report di SMB, "Navigating a Path Forward: How Will SMBs Get to the Next Normal?" sottolinea che per molte aziende di medie dimensioni, i cambiamenti di questo periodo hanno confermato che la tecnologia cloud è uno strumento fondamentale per sostenere il business.

Tuttavia, il valore di questa tecnologia non si limita ad aiutare le aziende a sopravvivere alla crisi globale, ma le prepara a prosperare in futuro. Dopotutto, in tempi incerti è ancora più importante rendere gli insight più accessibili in tutta l'azienda. La combinazione di dati finanziari, della forza lavoro e operativi aiuterà le aziende a scoprire modi per affrontare la pandemia, costruendo al contempo un modello di business futuro.

In altre parole, le aziende di medie dimensioni che continuano a investire nella digital transformation saranno meglio posizionate per prosperare in qualsiasi prossima "normalità". 

Investire ora potrebbe sembrare illogico per le medie imprese, soprattutto perché molte di esse devono ridurre le spese a causa della perdita di fatturato conseguente alla pandemia. Tuttavia, alcune potrebbero comunque avere ancora l'opportunità di creare un piano strategico per la forza lavoro a prova di futuro, utilizzando dati accessibili attraverso la tecnologia cloud. 

Ferguson descrive come ciò potrebbe accadere: "Nelle aziende di medie dimensioni non si può affermare di conoscere il proprio personale solo perché si lavora in un contesto più piccolo", spiega. "Conoscere i dipendenti significa disporre dei dati che consentono di avere una visione chiara del lavoro che ciascun collaboratore svolge e delle skill e competenze associate a ciascun ruolo specifico". 

Questi profili dei talenti basati sui dati possono essere utilizzati per identificare gli skill gap e aiutare le aziende a prendere decisioni informate in linea con gli obiettivi a lungo termine.

"Tutto ciò può avvenire se si ha la certezza di disporre dei dati giusti per prendere decisioni molto consapevoli," continua. "Così, una volta superata questa emergenza, si potrà utilizzare il piano strategico per la forza lavoro per far uscire l'azienda dalla crisi molto più velocemente di altre che sono prive della tecnologia adeguata".

Quando inizierà la ripresa economica e le PMI dovranno ricominciare a selezionare personale e fidelizzarlo, è indubbio che i dati aiuteranno le aziende di medie dimensioni a individuare le opportunità per plasmare la forza lavoro di cui avranno bisogno in futuro. 

"Una volta finita l'emergenza ci saranno molti talenti in circolazione," sostiene Gregory di IBM. "Essere in grado di valutare le competenze già disponibili nella propria azienda, capire la direzione che sta prendendo l'attività e riqualificare i talenti di conseguenza saranno capacità cruciali per le aziende in grado di utilizzare i dati per prendere decisioni. Saranno un passo avanti rispetto alla concorrenza".

Le medie imprese hanno ancora l'opportunità di creare un piano strategico per la forza lavoro a prova di futuro, utilizzando dati accessibili attraverso la tecnologia cloud.

Il futuro per le medie imprese: l'HR come partner

Nelle aziende di piccole e medie dimensioni, singoli individui tendono a ricoprire diversi ruoli. Le medie imprese possono sfruttare questa forza nel loro percorso di ripresa, soprattutto per quanto riguarda la gestione dell'HR.

"Liberate l'HR dai compiti amministrativi e lasciate che questa funzione si dedichi a compiti più analitici, in modo che possa diventare un partner interno all'azienda e contribuire alla crescita post-pandemia," afferma Ferguson.

L'emergenza ha accelerato questa necessità. Come evidenzia il report di SMB, molte aziende di medie dimensioni utilizzavano già le soluzioni online indispensabili prima della pandemia e, con l'avvento della crisi, molte altre stanno attivando soluzioni cloud. 

Ecco perché queste realtà devono valutare come le loro applicazioni HR consentono ai team HR di identificare le opportunità in un periodo di incertezza e di costruire una forza lavoro in grado di prosperare nella nuova normalità. Ad esempio, alcune aziende hanno appesantito i propri processi ricorrendo a diversi sistemi più piccoli o attività manuali, limitando in tal modo l'agilità necessaria per emergere più forti.

"L'HR ha il compito di contribuire alla crescita e alla produttività, garantendo alti livelli di engagement," dice Ferguson. "Fare il punto della situazione, semplificare i processi e creare la massima efficienza possibile garantirà la resilienza e la flessibilità necessarie per andare avanti".

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